6 Responses to Non disturbare il con-docente.

  1. Gianni says:

    Tra i tanti “sonni”, mi viene in mente quello di di figlio al liceo, e lo spiegava così: “quella parla, parla, parla … per ore. Ad un certo punto, crolli”. Ecco, a volte è il nostro modo di insegnare che è un potente “facilitatore” del sonno. Istruttiva questa storia. A me insegna, ad esempio, quanto sono diversi tra di loro gli studenti e quanto sforzo sia necessario per capire ognuno nella sua specificità. Grazie per averla raccontata.

    • Maria Serena says:

      Sono perfettamente in sintonia, Gianni.
      A volte si arriva a scuola con tanta cose da dire, tanti concetti da spiegare e competenze da trasmettere e ci dimentichiamo che per essere ascoltati occorre anche entrare nel ritmo del pensiero di chi abbiamo davanti.
      “Ascolta e sarai ascoltato”, che ne dici? Potrebbe essere un nostro motto?

  2. sergio says:

    No, nessun sonno è uguale.
    Insomma, non è semplice, però qualcosa si può tentare per capire meglio.
    Ad esempio a volte ho colto un’occasione per due chiacchiere durante una ricreazione, una visita di istruzione o un’ora di assemblea.

    E’ interessante il riferimento a questo “cercare un’occasione per due chiacchiere”: può essere faticoso, ma spesso gli alunni lo apprezzano forse perché vi vedono in nostro interesse per loro.

  3. Wanda says:

    Mi viene da dire: il sonno dei giusti-ficati. La lezione in classe è come assistere alla visione di un film: se non è accattivante e ricco di colpi di scena, se non cambia l’inquadratura, se non attiva la partecipazione emotiva dello spettatore, allora è un flop e diventa una tortura per chi è costretto a rivederlo tutti i giorni. “Fantozzi e la corazzata Potëmkin”. Bella la storia e il modo in cui è raccontata. Fa riflettere.

  4. Mariaserena says:

    Fare due chiacchiere può sembrare faticoso, Sergio; ma quando si inizia diventa sempre meno faticoso e sempre più essenziale. Una mia amica di Matematica (da cui ho imparato tantissimo) diceva “Se non ci parli, se non li conosci… come fai a far lezione?”.
    Grazie Gabriella (si chiama così)

    Wanda se la lezione “sembra un film”… e quel film “fa dormire” forse qualche cosa non funziona, no? :) grazie a te.

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