Per un pugno di carabattole

Domenica pomeriggio ore 18.00, più o meno, non ricordo bene.
Faccio zapping per un po’ e incappo in una trasmissione televisiva altamente “didattica” sulla rete culturale della RAI, la terza. Capto immediatamente le sue potenzialità, non solo perché i protagonisti del gioco a quiz sono due scolaresche delle scuole superiori, ma soprattutto perché ha per oggetto i libri. Le due squadre in competizione devono aver letto molto bene un libro di un autore noto per poter gareggiare attraverso giochi di vario tipo, dando prova di conoscere a fondo il testo sotto diversi punti di vista: contenutistico, grammaticale, lessicale, semantico…Mi domando: “Potrei realizzare una gara del genere nella mia V di scuola primaria?”
I dubbi mi assalgono: “Sono troppo piccoli… Non ho un’alta opinione della competitività a scuola… Che premi potrei mai dare….”, ma dopo un po’ li metto in fuga, l’idea di organizzare e tentare qualcosa di nuovo mi diverte troppo: “Perché no. Proviamoci!”.
In classe stiamo leggendo “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl e, fedele a una mia profonda convinzione, mi considero un’insegnante NON COLPEVOLE di “omicidio letterario” verso i miei alunni: non ho MAI dato compiti sul testo scelto per rinfocolare il loro piacere della lettura! Non voglio che lo odino perché costretti a completare noiosissime schede libro!
I miei ragazzi hanno selezionato quel libro fra tre che avevo proposto sul tema “Parole di cioccolato”, ma, in questa parte della loro giornata scolastica, loro devono limitarsi ad ascoltare, mentre lo sforzo di leggerlo è tutto mio, sono io a sopportare il grosso del lavoro che sta dietro alla “lettura vicariale” (mi hanno detto all’università che questa tecnica si chiama così).
La sera prima di una lettura in classe, mi esercito a leggere più volte ad alta voce; segno pause lunghe e brevi per dare la giusta intonazione; sottolineo le parole su cui far pesare la voce; traccio ondine su quelle in cui devo abbassare il tono fin quasi a sussurrare per creare la suspense; cerchio quelle che NON leggo apposta, ma che loro dicono al posto mio con facilità, così tengo sotto controllo il loro grado di attenzione; barro il punto in cui smettere di leggere, ovviamente sul più bello, per creare l’attesa della puntata successiva… insomma, una preparazione che richiede un certo impegno, un’operazione quasi… da vero attore, che viene però ben ripagato. È una gran soddisfazione vederli tutti presi dalla storia, con gli occhi fissi su di me mentre mi sposto volutamente per la classe durante la lettura… oppure quando sobbalzano, perché nei momenti topici mi avvicino, minacciosa o zuzzurellona, a qualcuno di loro per ottenere una reazione, soprattutto da parte dei più timidi. Insomma, cerco di interpretare il testo a modo mio, di recitarlo e… mi trasformo in una vera interprete, o più modestamente in un vero saltimbanco, per farli appassionare e, soprattutto, per migliorare la loro capacità d’ascolto e di comprensione.
Vi assicuro che questa tecnica funziona alla perfezione. Anche i più riottosi, prima o poi, cedono alla narrazione, partecipano e chiedono di proseguire nel racconto. Non solo, ma divorano i libri della biblioteca di classe messa a loro disposizione in uno scaffale della nostra libreria e, durante la ricreazione, vedo che m’imitano leggendosi i libri fra loro!
Questa dunque è una pratica collaudata, consolidata, che marcia spedita… ma come migliorarla, come cambiarla un po’ e non annoiarmi?
Ed ecco venirmi in aiuto la trasmissione “Per un pugno di libri” su RAI3!
Detto fatto.
Il testo di Dahl è già quasi alla fine, allora…
Divido la classe in due gruppi eterogenei, consegno a ciascun gruppo un foglio di carta colorata in cui saranno già predisposti gli spazi per scrivere il nome della squadra, per disegnare il loro simbolo, per scrivere il nome del portavoce; do loro un breve regolamento da leggere e rispettare prima di tutto e una serie di fogli colorati su cui eseguire le diverse azioni dei giochi.
Stabilito l’avvio, resta però il grosso della preparazione: preparare i giochi, la parte più faticosa, ma anche divertente. Ovviamente conosco molto bene il testo, ma devo osservare bene la trasmissione la prossima volta per semplificare le prove e adattarle ai miei studenti decenni.
Dopo una decina di giorni sono pronta e questa è la prima lista di giochi proposti, ma altri e anche più divertenti se ne possono inventare: completare una frase del libro con la parola scritta dall’autore, trovare la pagina in cui si trova un certo passaggio, indovinare il personaggio che vive una determinata situazione o dice una certa frase… dare un pezzo del testo e sottolineare nomi o aggettivi o verbi… disegnare una certa scena del libro.. scrivere un breve finale diverso…
Ad ogni gioco assegno un punteggio calibrato sulla difficoltà e un tempo adeguato per risolverlo, poi sistemo tutto sul foglio in cui registro i punteggi man mano che i giochi vengono svolti (registrazione che effettuo anche alla lavagna perché tutti possano seguire l’evolversi della situazione). Come segnatempo decido di usare una bella clessidra da 1 minuto, che giro io stessa il numero di volte necessario per ogni prova.
A questo punto compare il vero problema: cosa consegnare in premio ai vincitori e ai partecipanti?
Non posso certo donare tutti i libri che ricevono i concorrenti della trasmissione reale!!
Penso e ripenso… trovato!
Ho uno scatolone in cui stipo un sacco di…carabattole: bomboniere, sorprese di ovetti, regalini di patatine, penne e matite multicolori, gomme profumate, piccoli giochi smessi da figli e nipoti, qualche copia di libro omaggio, album da colorare, giornalini… i miei alunni vivono nel loro tempo e hanno ormai le idee precise, quindi la selezione è severa e, mi auguro, al passo con i loro gusti. Sistemo i “premi” in ordine d’importanza, in modo da dare a tutti un piccolo ricordo della gara, oltre a un bel pacchetto di golose caramelle per vincitori e vinti.
Tutto è pronto: posso annunciare ai bambini ciò che intendo fare e assegno il numero di giorni che loro indicano per rileggere ben bene il libro prima della gara. Sono eccitatissimi, ma anche bravissimi. Quando il gran giorno arriva un po’ di confusione c’è, l’arbitro deve essere davvero imparziale, ma il meccanismo funziona, lavorano divertendosi e anche la grammatica li impegna e li emoziona e io mi libero utilmente di un bel po’ di… cianfrusaglie.

 

 

Anzianità sopra i 20 anni, Classe mista, Friuli-Venezia Giulia, Letterario-umanistico, Paese, Scuola Primaria, , Permalink

3 Responses to Per un pugno di carabattole

  1. Antprof says:

    Io leggo, ogni giorno da anni 5 minuti o un capitolo, all’inizio dell’ora perché è la cosa più importante.quando lavoravo col tempo prolungato alla fine del libro giocavamo a squadre, ogni squadra gestiva un gioco e poi non lo giocava, come a giochi senza frontiere… Regalavo anch’io adesivi, francobolli, matite… Ma a fine campionato il premio a sorpresa era comprato e personalizzato. Mi manca il TP

    • Maria Renata Sasso says:

      Leggere ogni giorno un po’ sarebbe possibile se il tempo scuola non fosse così parcellizzato com’è ora. Io rimpiango il tempo pieno, quando si allentava la tensione e si potevano dedicare i tempi giusti anche alle attività non strettamente disciplinari. Comunque il tempo per la lettura vicariale in classe non deve occupare più di una decina di minuti, perché tiene conto dell’età, dei contenuti, dell’attenzione dei bambini a cui fare riferimento… mentre è senza dubbio maggiore l’impegno dell’insegnante in fase di preparazione. Esistono corsi per imparare questa tecnica molto utile ma, con un po’ di passione, si può mettere in pratica con successo anche da “autodidatta”.

  2. Ginetta Scaldaferri says:

    Condivido l’impegno della collega nell’esercizio preventivo di lettura del testo da proporre agli alunni finalizzato a rendere suggestiva la storia, facendo ricorso ad alcune tecniche espressive del linguaggio, quali le pause, il ritmo, la voce cadenzata. Anche il gioco, sotto forma di gara, è un’opportunità in più per l’avvio della classe verso l’acquisizione del gusto della lettura.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>