Le storie di uno scoiattolo – terza parte

PRIMAVERA

Già da qualche giorno l’aria si era fatta tiepida e gli scoiattolini non riuscivano più a trovare scuse per rimanere nella tana a dormire mentre mamma e papà uscivano in cerca di cibo.
Un mattino, poi, sentirono papà Teo che si agitava tantissimo e squittiva ad alta voce: “E’ arrivata, adesso sì che è proprio arrivata! L’hanno detto anche a scuola!” “Cos’è arrivata?” Fece il più piccolo dei cuccioli.
“La primavera!” Rispose Teo felice di sentirsi interpellare da quei due diavoletti che negli ultimi tempi potevano essere scambiati per cuccioli di ghiro, tanto dormivano!
“E cos’è la primavera?” Fece il fratello piccato per non aver posto lui per primo la domanda. Teo si rese conto che i suoi cuccioli erano troppo piccoli per riconoscere quel bel periodo dell’anno: erano nati al termine della primavera precedente e non ne avevano vissuto la dolcezza, il cambiamento di clima, il calore, i fiori, le gemme e i nuovi frutti! Nulla di tutto questo: all’inizio erano due batuffoli nudi e piccolissimi, attaccati al pelo della mamma, che succhiavano il suo latte e si beavano del calore del suo corpo, non di quello del sole…
Teo provò a raccontare alcune cose ma i piccoli ricominciarono a sbadigliare, allora si arrese. “Uscite con me!” Disse, poi li sospinse fuori dalla tana, aiutato dalla compagna che con il musetto spingeva i cuccioli.
Si incamminarono tutti, con molta circospezione, almeno all’inizio, verso il parco della scuola, proprio dove Teo era abituato a recarsi quasi ogni giorno. Passarono in mezzo agli alberi del Centro Storico, nei cortili, nei giardinetti, evitando così i luoghi che gli uomini usavano per arrivare da un posto all’altro e che chiamavano “strade”, ma che erano troppo affollate e anche frequentate da oggetti grandi pesanti e veloci che servivano a trasportare persone e cose: automobili si chiamavano.
Era una giornata di sole, non faceva freddo e l’aria che muoveva un po’ le fronde degli alberi, era piacevole. Gli scoiattoli correvano volentieri perché così si scrollavano di dosso il sonno e la polvere accumulata nella tana. Il pelo era un po’ meno lucido del solito e tutti erano diventati più magri di quando era cominciato l’autunno, cioè il periodo in cui si cominciavano a raccogliere i frutti per il periodo del freddo. I cuccioli sembravano persino più piccoli di quando si erano rifugiati nella tana. In realtà erano cresciuti, anche se di poco.
La famiglia degli scoiattoli, comunque, arrivò sana e salva al parco della scuola e Teo, orgoglioso, indicò a tutti l’albero su cui si arrampicava sempre: era altissimo e bellissimo! I cuccioli erano senza fiato e Tea, la compagna di Teo, lo guardava con ammirazione: davvero quello scoiattolo era un campione! Proprio bravo ad arrampicarsi su quell’albero così alto! In ogni caso tutti provarono a fare come lui per arrivare a vedere la finestra dell’aula di cui parlava sempre e….. ci riuscirono! Quando arrivarono al ramo indicato da Teo, si guardarono intorno: il panorama era bellissimo e sotto di loro, sempre in quel parco, c’erano due alberelli molto più bassi e più esili, ma ricchi di fiorellini bianchi! Che spettacolo! Si accorsero anche che molti petali erano già caduti a terra, formando un tappeto delicato. Di fianco ai due alberi e dietro ad essi, due siepi: una lunga che fiancheggiava un vialetto, l’altra fiancheggiava una… rete, anzi, recinzione, disse Teo che conosceva le parole degli uomini e spiegò anche che quella cosa, costruita dagli uomini, serviva ad impedire che altri uomini entrassero senza essere invitati, nel parco o nella scuola. Perché? Gli scoiattoli non capivano la necessità di una costruzione simile: loro non ne avevano e non solo perchè non sarebbero riusciti a costruirla, ma anche perché non ne avevano mai avvertito la necessità!

CRESCERE

Teo era tornato con la sua famiglia alla tana di sempre. Ora che la Primavera era tornata, i suoi piccoli uscivano spesso e, a volte, andavano con lui nel parco della scuola così, per curiosare un po’ e per ascoltare i discorsi di quegli esseri piccoli per gli uomini, ma pur sempre enormi per loro, che venivano chiamati… bambini…
In particolare c’era una stanza che li attirava: era quella la cui finestra si affacciava sull’albero altissimo sul quale essi si arrampicavano. Erano piccoli, ma pur sempre un po’ troppo grandi e pericolosi per loro tant’è vero che quando quei bambini uscivano in cortile a “giocare”, gli scoiattolini, insieme al loro papà, o anche da soli, se ne stavano ben nascosti fra i rami, o ben lontani da lì, se riuscivano ad andarsene prima!
Fu così che un giorno gli scoiattolini udirono la maestra chiacchierare con i bambini di cose che “non si fanno e che non si dicono”: “Non ci si fa male” diceva la maestra e proseguiva: “Non solo quando la maestra o la mamma può vedervi, ma farsi male o farsi dispetti, è una cosa che sporca il cuoricino e che non si deve fare perché è sbagliata!” I bimbi parevano d’accordo e ognuno diceva la sua! “Che bravi! Da ora in poi si comporteranno benissimo” pensavano gli scoiattolini, anche se in quel momento arrivò il babbo che pareva lì apposta per spegnere il loro entusiasmo: “Non crediate che si comporteranno sempre bene, adesso! Sono un po’ come voi, quei bambini: capiscono e dicono bene, ma poi si dimenticano dei buoni propositi e devono ricominciare daccapo mille volte, prima di poter dire di aver imparato bene quella lezione! Il bisticcio è la cosa più difficile da abbandonare! Anche per voi è così, di solito, non è vero?” Gli scoiattolini smisero subito di sorridere, si fecero seri seri e poi non poterono far altro che annuire: già, era proprio così: mamma e papà impazzivano nel rincorrerli e nel rimproverarli: “Non rubatevi le nocciole, ce n’è per tutti, non tiratevi le code, non strappatevi il pelo….” e così via. Promettevano sempre di non farlo mai più, ma alla prima occasione ricominciavano! Ma allora quella maestra era tanto ingenua da credere che i bambini non avrebbero mai più bisticciato? Lo chiesero al babbo che sorrise: “No, – rispose – la maestra sa bene che i bimbi imparano un poco alla volta ma non può fare a meno di insegnare, di ripetere e di aiutarli a ricordare in mille modi. Prima o poi, chissà che i bimbi, divenuti grandi, non comincino a comportarsi bene, forse anche a voi succederà….”
Gli scoiattolini sorrisero: allora anche mamma e papà sapevano che loro avrebbero impiegato tanto tempo, ma che prima o poi sarebbero diventati scoiattoli adulti e bravi!

Anzianità sopra i 20 anni, Area trasversale (inter-pluridisciplinare), Cittadina, Classe mista, Piemonte, Scuola Primaria, , Permalink

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