4 Responses to “… e lei chi è, prof?”

  1. Wanda says:

    “…ma solo di rado riuscendo ad emozionarli”.
    Già, è proprio questo il problema della scuola oggi: spesso non si è in grado di emozionare, di coinvolgere, di intrigare, di appassionare, di motivare i ragazzi allo studio ed ecco che essi cercano, anche attraverso cori goliardici, di fare “rumore”. Un “rumore” che nasconde una richiesta di ascolto.
    E allora che ben venga l’insegnante che dice che se ne prenderà cura, perché ha intuito che la scuola non è solo un luogo di apprendimento ma anche un luogo dove si insegna a vivere e questo non lo si fa guardandoli con disgusto e profetizzando per loro un futuro da falliti. I ragazzi chiedono ascolto, cercano aiuto e lo fanno nell’unico modo che conoscono: facendo rumore.
    Nella società attuale, dominata dall’incertezza e dall’instabilità, la scuola ha il dovere di adeguarsi ai cambiamenti e di trovare strategie nuove per essere il punto fermo, sicuro in cui riporre i propri sogni.
    Il mio augurio è che ogni ragazzo trovi sulla sua strada bravi insegnanti, dei veri professionisti di umanità.

  2. Si trattava di una di quelle classi in cui non volevano entrare nemmeno i supplenti. Una situazione anche fisica, vorrei dire, in cui le energie esplodevano saturando l’ambiente in tanti modi : col rumore, con lo spostamento-trascinamento dei banchi, con gli scherzi tra loro ma anche ai prof, con la reinterpretazione di ogni regolamento, norma e prescrizione.
    Insomma difficile dirlo in poche righe.
    Però posso dire in poche righe che verso di loro il mio affetto è stato incondizionato, ma anche incondizionatamente ricambiato. Credo che i ragazzi percepiscano al volo quando la nostra volontà di aprire il dialogo, di ascoltare, di capire è profondamente sentita.

  3. il primo impatto …che dura un bel po’…alla primaria dedichiamo tutto un periodo di conoscenza e di accoglienza ..dei bambini..che l’unica cosa che chiedono è ..tu come ti chiami? ..e ogni tanto durante l’anno ..”ma quanti anni hai ?” ..sei sposata…?..forse sono le uniche domande che spesso mi sono sentita chiedere ..loro sono piccoli e non riescono a fare tante domande …ma ci osservano e ci sentono…con i ragazzi più grandi è un altro discorso …più profondo ..e chiedono ..desiderano che i prof siano vicini al loro mondo ..anzi lo chiedono anche con atteggiamenti provocatori….e non c’entra l’età …c’entra solo la sensibilità del docente che sa avvicinarsi , sa interpretare e ascoltare …e sa dare adeguate risposte ..ho sempre sostenuto che un rapporto affettivo sincero con i ragazzi sia il milgior modo anche per catturare la loro attenzione e coinvolgerli ..molto bello questo racconto…

  4. Ginetta says:

    La fiducia e la stima dei ragazzi la si conquista giorno per giorno, a volte anche con una semplice frase di incoraggiamento, uno sguardo di comprensione, l’ascolto partecipato ed attento di un problema. Mai dimostrare di essere superficiali, poco attenti nel comprendere e nel valutare, al punto di mostrarsi non obiettivi ed ingiusti.
    Ho sentito frasi di questo tipo: ” Ma sì, tanto quella non mi considera proprio, oramai ha di me un concetto negativo….non vale proprio la pena studiare…! Il docente non dovrebbe mai avere preconcetti, anzi il suo obiettivo preminente dovrebbe essere il recupero dei ragazzi “difficili”, innestando strategie mirate e personalizzate….senza mai dimenticare l’ascolto, la comprensione, la partecipazione, l’interesse anche per le problematiche personali e familiari, che spesso sono la causa degli insuccessi scolastici.

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